“RAIS”, DI SIMONE PEROTTI

rais

Rais è l’ultima opera di Simone Perotti.

Se ancora non conosci Simone Perotti e sei curioso di conoscere il suo pensiero – e se ti conosco bene ti piacerà – leggi QUI.

Rais è la sua creatura più recente, un romanzo ambientato in Anatolia, in pieno Rinascimento.

Una storia avvincente e piena di intrighi, un romanzo scritto a più voci, a costituire un universo complesso e completo.

Un pirata realmente esistito, Dragut, anzi “il più grande pirata ottomano mai esistito” che arriverà a riconoscere che “Abbiamo fatto troppo la guerra”, una donna col nome di un vento, Bora, prigioniera su un’isola e amante dei libri. Una storia di amicizie separate dal destino.

“Un omaggio al Mediterraneo, centro del mondo, oggi come allora”.

Rais è un romanzo storico ma con risvolti molto attuali che parla di libertà, della sua ricerca e dell’essere artefici del proprio destino.

Un’epopea mediterranea in cui il tema della ricerca della libertà viene affrontato in un contesto apparentemente diverso da quelli a cui siamo abituati, ma che invece è lo stesso, non cambia col tempo.

Lei non vede il mondo.
È più recluso di me, perché io, schiava, osservo ciò che non sono,
mentre lei, libero, vede soltanto se stesso.”

Come lo scrittore ricorda, infatti, il tema della libertà non appartiene unicamente dei nostri giorni: già negli scritti di Seneca ci ritroviamo di fronte a questo fondamentale dilemma.

Un romanzo denso di riflessioni e di fatti storici – frutto di studio approfondito e complesso – in cui Perotti mette davvero molto di sé.

“Alla fine, credo che possiamo scrivere solo di ciò che sappiamo davvero, che abbiamo vissuto, che siamo. I segni sulla pagina non possono mai essere troppo diversi da quelli della pelle. Altrimenti non è letteratura. E’ solo finzione”.

E noi leggendo i libri di Perotti ci ritroviamo come sempre ad interrogarci e a porci grandi questioni sulla nostra vita.

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