“DESERTI” DI CARLA PERROTTI

Carla Perrotti è una di quelle donne che non puoi non ammirare. Per la sua forza, la sua lucidità, il suo entusiasmo ed il suo amore per la natura, quella estrema.

La signora dei deserti, come viene chiamata, ha percorso in solitaria i deserti di tutto il mondo a piedi. Cioè, ripeto. Tutti i deserti del mondo. In solitaria. A piedi.

E’ stata la prima donna ad aver attraversato il deserto del Ténéré in Niger con i Tuareg, a seguito di una caravana del sale. Entrata a far parte del Sector No Limitis Team ha poi portato a termine la traversata in solitaria a piedi del Salar de Uyuni, il più grande bacino salato della terra, in Bolivia, a 3700 metri di altezza. Un paio di anni dopo, ha attraversato insieme ad un cacciatore boscimano il deserto del Kalahari in Botswana, per 350 km.

Nedesertigli anni Carla Perrotti ha compiuto molte altre incredibili imprese, ma è a queste prime tre che è dedicato “Deserti”il suo primo libro.

Un libro suddiviso in tre parti, in cui racconta appunto le sue prime tre esperienze nel deserto. Sahara, Salar de Uyuni, Kalahari.

Tre deserti, tutti diversi.

“Tre esperienze totalmente differenti ma legate da un unico filo conduttore: il bisogno di solitudine in grandi spazi aperti, la necessità di vivere a contatto stretto con la natura nelle sue forme più intense, in poche parole, il Deserto”.

Imprese cariche di fatica e sofferenza, che Perrotti racconta con estrema semplicità e autenticità. Pagine da cui traspare un senso di pace e appagamento, dovuto all’incredibile capacità di affrontare forti emozioni e vivere a strettissimo contatto con la natura.

Nella sua prima traversata, Carla Perrotti si è unita alla carovana del sale. Unica donna con 17 tuareg e 200 cammelli, ha attraversato il deserto del Tenere’, in Niger.

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Pochi anni dopo ha attraversato il Salar de Uyuni. Da sola, trainando un carretto di 130 chili, che di notte diventava la sua casa.

La terza traversata è nel deserto del Kalahari, in Botswana. In assoluta autonomia alimentare, accompagnata da un cacciatore boscimane, cibandosi solo di quel poco che offre la natura (bacche, radici, vene d’acqua nascoste), regali del deserto che solo un indigeno era in grado di insegnarle a trovare.

Imprese estreme. Ma nessun desiderio di rivalsa, nessuna sfida. Carla Perrotti non vuole dimostrare niente a nessuno. Il deserto, per lei, rappresenta la Natura e il suo desiderio è quello di entrare in sintonia con essa, divenire tutt’uno, viverne la profonda armonia. Quell’armonia di cui, apparentemente, proprio il deserto sembra totalmente privo.

Le carla-perrottijpgesperienze che l’autrice narra, sebbene diverse tra loro, hanno infatti tutte un filo comune: comprendere la natura ad un livello profondo e fondersi con essa.

Perrotti racconta la bellezza della solitudine per ritrovare se stessa.

Libera da tutti i condizionamenti che ci accompagnano nel quotidiano, nel deserto si impara a conoscere e ad ascoltare il proprio corpo e la mente. E si raggiunge un grande senso di benessere, dentro e fuori.

Ovviamente, dopo i primi tre deserti Carla Perrotti non si ferma. L’idea è quella di completare l’impresa attraversando i deserti dei cinque continenti.

E’ il perrotti-silenzimomento della grande impresa cinese: la traversata del deserto del Taklamakan, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang. Il nome di questo deserto in lingua uigura significa “chi ci entra non ne esce più”. Carla Perrotti è stata non soltanto la prima donna ma il primo essere umano che sia riuscito ad attraversarlo a piedi in solitario. 24 giorni di solitudine e fatica in questo deserto, il secondo al mondo dopo il Sahara come superficie inabitabile.

Poi nel 2003 si chiude il ciclo. Con la traversata del Simpson Desert in Australia (l’esperienza più dura, più di 40 gradi di escursione termica tra il giorno e la notte) Carla Perrotti ha stabilito il suo primato: un deserto per continente.

“Silenzi di sabbia” è il racconto delle sue imprese estreme nel deserto cinese del Taklimakan e nel Simpson Desert australiano.

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Ma Carla Perrotti non si ferma e l’impresa successiva la compie non più in solitaria, ma in compagnia di Fabio Pasinetti, maratoneta non vedente, nel Deserto bianco egiziano.

Un’esperienza straordinaria per entrambi. 250 chilometri a piedi in uno scenario di assoluta bellezza che Fabio e’ riuscito a percepire nonostante non potesse vederlo con gli occhi, dimostrando come sia possibile “convivere serenamente con il buio degli occhi illuminando la mente, esprimere al meglio le proprie capacità e risorse, accettando con forza e dignità la sfida della vita”.

“Lo sguardo oltre le dune”, scritto con Fabio Pasinetti, racconta la loro straordinaria esperienza nel Deserto bianco egiziano.

Da questo viaggio le è scattata la molla per un nuovo progetto: portare altre persone a conoscere il deserto, per conoscere se stessi. Affrontare i propri limiti e superarli. Come ha fatto lei.

Nasce così Desert Therapy. Percorsi a piedi nel deserto. Non trekking estremo, ma percorsi semplici, che tutti possono fare nel deserto e nella propria anima, per ritrovare se stessi lontano dai ritmi asfissianti e concitati dei nostri giorni. Un Viaggio in cui il tempo si dilata e ci si esplora. Un cammino dell’anima.

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